Canarie! Cosa ci è successo?

Canarie? Non sapevo nemmeno dove fossero esattamente le isole Canarie!

Ecco come abbiamo affrontato il nostro trasferimento, dal momento in cui scoccó come un fulmine la decisione,  fino al momento in cui toccammo terra nel nostro nuovo paese.

Vivere alle Canarie non lo avevo mai preso in considerazione. Sapevo che si trovavano da qualche parte in Spagna, pensavo fossero vicino alle isole Baleari. Curioso quello che é successo e che ci ha portato a traferirsi alle Canarie, vivere alle Canarie in una modalità e con abitudini completamente diverse rispetto a quanto avevamo fatto in Italia.

Tutto cominció con una brioches, non avrei mai pensato che una brioches avrebbe potuto portare me e la mia famiglia a trasferirsi alle isole Canarie.

Canarie-1

Mi presento mi chiamo Marco Misto e alla tenera etá di 40 anni mi trovavo nel bel mezzo di una crisi: il costante dubbio di non aver fatto abbastanza per la mia famiglia che vedevo vivere in un luogo che ci stava sempre piú stretto.

Ricordo ancora in una tiepida giornata di fine maggio quando la mia responsabile Francesca P. a pranzo in quel di Pomezia mi disse con immenso piacere che avremmo risolto insieme alla responsabile del controllo qualitá (Anna T.) alcuni problemi che si trascinavano da mesi nello stabilimento di croissant Laziale della società per cui lavoravamo. Accettai con orgoglio, ero molto eccitato.

Corsi a casa a comunicare la notizia a mia moglie e ai bambini. Eravamo radunati in taverna comodamente seduti sul nostro morbido divano in alcantara verde, nell’ambiente un profumino di pizza che Amalia, mia moglie, aveva appena preparato. “Andremo a Vivere per un paio di mesi alle porte di Roma!” esclamai tra lo stupore dei miei famigliari. Avevo voglia di cambiamenti ma non pensavo che da Roma saremo poi finiti a vivere alle Canarie.

Terminato l’incarico a Roma mi diressi con tutta la famiglia in puglia. Avevamo già trascorso le nostre vacanze in puglia alcuni anni prima e il piano era quello di accompagnare Amalia e i bambini, proseguire per un’ispezione tecnica che dovevo svolgere nel sud Italia e unirmi a loro in in un secondo momento.

Quando giungemmo in puglia, a Ginosa Marinai, i bimbi ci chiesero subito di vedere il mare. Arrivammo verso l’imbrunire dopo un lungo viaggio, attraversammo una profumata pineta, i colori erano caldi e da poco dietro i pini marittimi si sentiva il rumore dei flutti infrangersi sulla spiaggia. Era tutto molto energizzante.

Arrivammo sulla tiepida  sabbia in riva al mare e notammo che nella nostra solita e deserta spiaggia avevano creato uno stupendo stabilimento balneare con ombrelloni in foglie di palma, chioschetto in canne di bambú e un lapo centrale con drappi bianchi di lino, il tutto contornato da giovani verdi palme che si stagliavano su un celo azzurrissimo che sfumava nel blu del mare all’orizzonte. “Che bello!” esclamò Amalia. “Perché non facciamo anche noi una struttura del Genere?”

Trasferirsi Canarie

Erano anni che le chiedevo di evadere e  fare qualcosa di nuovo e adesso, in questo momento magico, era stata lei a chiedermelo. Presi subito la palla al balzo e mi mobilitai per capire quale fosse il posto migliore dove trasferirsi. Individuai le isole Canarie che, grazie al loro clima mite e temperato, ci avrebbe permesso di lavorare nell’ambito balneare per almeno 10 mesi all’anno. Rientrati delle vacanze aspettai un paio di mesi durante  i quali cercai tutte le informazioni possibili. Feci anche un viaggio esplorativo di una settimana a Grancanaria dove capii molte cose sulle isole Canarie, capii anche che purtroppo non era possibile per noi creare uno stabilimento balneare da gestire.

Tornai a casa nel freddo e umido clima autunnale bergamasco e davanti alla stufa in sala raccontai a mia moglie e ai ragazzi cosa avevo scoperto. Decidemmo di fare una vacanza a Natale 2009, una vacanza molto lunga di quasi un mese dove visitammo insieme Fuerteventuara e Grancanaria. Lo scopo era quello di capire se vivere alle Canarie faceva per noi.

Fuerteventura venne bocciata (non e’ possibile far vivere dei ragazzini di 8 e 11 anni in un isola praticamente deserta) e venne accolta con entusiasmo e fiducia  Gran Canaria, molto piú servita e vivibile.

Fissammo la data della partenza per il 25 giugno 2010 e decidemmo di comune accordo di mettere in vendita la nostra casa, ma ad ogni visita di possibili acquirenti ad Amalia le prendeva un nodo alla gola, sembrava non volesse staccarsi dalla sua casa ma oramai era deciso: saremmo partiti in ogni caso.

In quei mesi era tutto un gran da fare e tutti partecipavano laboriosamente: scatole, cartoni, cernite di cose da regalare o vendere, bollette e utenze da staccare, bollo auto da pagare, situazioni varie da chiudere. Il 23 giugno alle 9:45 con un sordo tonfo si chiudeva la porta del container che conteneva tutta la nostra vita famigliare, 15 anni di ricordi passati insieme erano contenuti in quella scatola metallica da 20 piedi cubi che si allontanava sopra ad un camion con destinazione porto di Las Palmas de Gran Canaria.

Trasloco alle canarie

Rientrammo nella casa vuota come a dare un ultimo saluto, le parole rimbombavano nella stanze vuote. Le persiane proiettavano dei sottili raggi di sole sul pavimento. Alle pareti i segni dei quadri e dei mobili come a voler denotare la presenza del precedente contenuto, a non voler accettare che tutta la nostra vita fosse in viaggio verso le isole Canarie.

Chiudemmo la porta e la casa sprofondó nel buio e nel silenzio. Un’altra casa ci attendeva, tutto da rifare, tutto da inventare, una vita nuova, amici nuovi, una nuova cucina, nuove abitudini, nuove difficoltá da superare…

La voglia di cambiare era comunque tanta ed eravamo determinati a raggiungere le Canarie. Un ultimo caldo abbraccio alle persone care: Papi, Mami, Bianca e Michela, Lara e Danilo, Marcello, amici e parenti che ci salutavano con un po’ di scietticismo e poi via in viaggio verso la nostra nuova vita.

Alcuni ci raggiunsero telefonicamente mentre ci dirigevamo all’aeroporto, molti i curiosi, persone che non sentivamo da tempo, molti ci volevano salutare sinceramente, molti ci dicevano che eravamo veramente coraggiosi a mollare tutto e cambiare vita alle Canarie, andare da soli a vivere alle Canarie! A queste persone ricordo di avergli risposto che erano sicuramente piú coraggiosi loro a restare in Italia piuttosto che noi ad andarcene alle Canarie. Mi guardavano attoniti, inclinavano il capo verso destra e poi tutti cambiavano discorso.

Trasloco Gran Canaria

Poi finalmente all’aeroporto scende lo stress, siamo in attesa dell’imbarco. Amalia apre una lettera di Manuela, la nostra vicina di casa, che ci chiedese di aprirla solo una volta arrivati al gate dell’areoporto e si commuove. Sono parole di conforto e di ringraziamento. Ce le porteremo nel cuore con noi in questo splendido e indimenticabile viaggio verso una terra  che ci ha cambiato la vita: Le isole Canarie (Gran Canaria).

Auguro a tutti di vivere un sereno trasferimento alle isole Canarie!

Marco Misto

Un pensiero su “Canarie! Cosa ci è successo?

  1. Pingback: Trasferirsi alle Canarie. Vivere alle isole Canarie lavorare | Vivere alle Canarie trasferirsi e lavorare

I commenti sono chiusi.