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El Hierro: Viaggio Canarie 7 isole in 7 giorni – Parte 3

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 Canarie 7 isole in 7 giorni. Parte 3 el Hierro.

charcos los sargos el hierroEl Hierroèla mia isola Preferita! Atterriamo al Hierro provenienti da Tenerife, nel pomeriggio e noleggiamo un auto. Fai attenzione alla politica sul carburante della compagnia con cui affitti.

Noi abbiamo utilizzato cicar e la loro politicaèdi riportare l'auto con la quantità di benzina con cui la trovi.

Ci dirigiamo verso Valle Verde e poi da li visitiamo l'albero Sacro, considerato tale dagli antichi Herreñi perché gli forniva acqua anche quando nella maggior parte dell'isola non pioveva. In pratica succedeva che sotto questo albero ci fosse una costante caduta di acqua anche quando splendeva il sole. Loro...

...attribuivano questo fenomeno ( oggi giorno spiegato scientificamente con il nome di pioggia orizzontale) ad un intervento divino , una sorta di miracolo che gli permetteva di avere acqua elemento di primaria importanza vitale ( insieme alla televisione e ad internet...scherzo :-) .

Comunque in passato , grazie anche alla impermeabilità delle rocce sottostanti l'albero sacro ( Il GAROÉ), gli antichi abitanti dell'isola del Hierro,  hanno potuto immagazzinare l'acqua in dei pozzi artificiali che utilizzavano come riserva idrica. Visita l'albero sacro è molto suggestiva come situazione.

Ti consiglio di acquistare il passaporto del turista che ti permette di visitare tutti i luoghi turistici dell'isola pagando solo ul costo del passaporto che viene 9,90 euro a persona.

Spostandoci tra un luogo e l'altro dell'isola, ci sono come sempre tanti punti "belvedere come li chiameremmo in italia" qui chiamati Miradores; ti consiglio di fermarti ad ognuno di quelli che incontri perché ne vale veramente a pena quindi prenditi il tempo che serve.

Il mirador de la Peña per esempio lo abbiamo visitato 2 volte: nel pomeriggio con il sole e poi siamo tornati anche in serata dato che questo miradorèanche un ristorante in cui è possibilie cenare guardando uno dei tramonti più spettacolari che io abbia mai visto, grazie a delle vetrate sapientemente poste dall'architetto Cesar Manrique in una delle sue opere che permettono di mangiare a strapiombo sul mare godendo di una vista mozzafiato.

Dallo stesso miradorèpossibile vedere il Roque Grande e il Roque Chico, residui di una delle ultime eruzioni avvenute sull'isola del Hierro nel versante nord ( sono simili ai nostri faraglioni per intenderci).

A proposito isola del Hierro significa isola del Ferro, e puoi immaginare i colori stupendi che assumono le rocce ricche di diversi minerali quando sono illuminate dal sole .

Spostandoci tra un punto e l'altro dell'isola vediamo paesaggi agresti stupendi con contrasti di colori che ci colpiscono molto ( io ci trovo similitudine con la campagna Sarda lungo la costa) incontriamo diversi alberi di frutta che crescono spontaneamente lungo le strade, approfittiamo per raccogliere qualche prugna gialla e qualche prugna rossa; hanno un sapore indescrivibile appena colte dalla pianta.

Approfittiamo anche di qualche albero mi mandorle lungo il cammino per gustare delle squisite mandorle fresche e anche degli alberi di pere che però vista la stagione sono un po' indietro.

Arriviamo al Pinar dove visitiamo il centro di interpretazione di Geologia aal'interno del quale ti spiegano la differenza tra le varie rocce createsi con le diverse eruzioni, le formazioni dei tubi vulcanici e mostrano dei filmati sull'isola del Hierro.

Domani andremo a visitare un tubo vulcanico che si trova nella zona nord nei pressi di Punta Grande dove si trova anche il "Lagartario ". Vale la pena visitarlo e unire alla visita anche il centro vulcanologico dove ti porteranno addirittura in escursione in esterna a toccare con mano e vedere fisicamente le formazioni rocciose che costituiscono le meraviglie dell'isola del Hierro.

Rientriamo verso sera e ci fermiamo come già ti accennavo , a cenare presso "el mirador de la Peña" un ristorante a picco sul mare dove potrai ammirare dei tramonti spettacolari seduto a cenare di fronte a una vetrata di 18 metri di lunghezza che si affaccia sul golfo di Guaracoza, davanti a punta grande e al pueblo de la "Frontera" che con le prime luci della sera si illumina come un presepe. Questo edificio è un gioiello progettato da Cèsar Manrique, il grande architetto delle Canarie che ha dedicato la sua vita alla creazione di spazi organici.

A La Peña, Manrique ha utilizzato molte piante, ampie finestre e soffitti in muratura per creare un ambiente accogliente e fresco, dove cenare o pranzare diventa veramente qualcosa di inusuale. Se riesci a visitarlo in ora di pranzo o cena sarebbe il massimo, te lo consiglio vivamente. Rientriamo in hotel al Parador del Hierro , spostandoci nella zona est dell'isola edèora di andare a dormire.

La mattina seguente, ammiriamo una fantastica alba dal balcone del nostro hotel sul mare, poi colazione e partiamo per vedere in Valverde e visitiamo la Casa de Las Quinteras una esposizione di oggetti e vestiti tipici del Hierro che venivano utilizzati in passato dagli "Herreñi" oltre a contenere una mostra di oggetti di artigianato locale nel caso volessi portarti a casa qualche souvenir .

Questa visita non mi ha entusiasmato molto , anche perché la cittadina di Valverde è un grande paesone e a livello turistico offre poco da vedere. Comunque non buttiamo via niente perché passando per il centro di Valverde incontriamo casualmente Luciano una vecchia conoscenza che avevamo in Gran Canaria che ora qui all'isola del Hierroèconsigliere comunale e vicepresidente al cabildo del Hierro ( com'e piccolo il mondo).

Proseguiamo per il Lagartario, un rettilario centro di riproduzione del Lagarto gigante. Il lagarto gigante è una specie di Lucertole in via di estinzione che oramai si trovano presenti solo sull'isola del Hierro, gli ultimi esemplari li hanno trovati sulle 2 rocce Roque grande e Roque Chico ( i 2 faraglioni) dopo che questa specie fosse già data per estinta negli anni 70, quindi li rintrodussero nel territorio del Hierro.

el hierroQui visitiamo anche un tubo vulcanico aperto al pubblico e la guida ci conduce al suo interno. Un tubo vulcanico altro nonèche un condotto lungo centinaia di metri dove la lava al suo tempo scorreva fluida come un fiume che discende la montagna; al raffreddarsi al contatto con l'aria la superficie di questo "fiume di lava" ha formato una crosta rocciosa al di sotto della quale però la lava ha continuato a defluire svuotando il condotto e lasciando vuoto questo "tubo" all'interno del quale e' possibile camminare e percorrere il tragitto normalmente arrivando fino al mare se il percorso non si interrompe prima.

Visitiamo nello stesso sito anche l'eco museo di Guinea, un villaggio antico di costruzioni in pietra che furono abitazione di persone che vivevano in maniera rurale; interessante vedere all'interno delle case come si siano evolute col passare del tempo gli interni fino ad arrivare al 20 esimo secolo in cui addirittura vi è presente una cucina, mentre gli esterni e le costruzioni sono sempre rimaste inalterate nel tempo; sarà come fare un viaggio nel tempo all'interno dell'isola del Hierro.

hotel più piccolo del mondo el hierroGià che ti trovi a Guinea visita punta Grande dove ci troverai delle casette tipiche turistiche in riva al mare , inoltre trovi quello che fino a poco tempo faèstato l'hotel più piccolo al mondo; ci troverai dei begli scorci da fotografare: molto curioso e pittoresco come posto.

La parte più bella deve ancora arrivare quindi attento attenta seguimi perché ora vedrai le vere bellezze NATURALI dell'isola del Hierro. Dato che ti trovi sulla sulla HI550 ( che poi cambierà in HI551 ma fa niente rimani su quella "carrettera" visita in successione:

1) La Maceta ( piscine Naturali più area attrezzata ristoro)

2) Charco los Sargos ( piscine naturali )

3) Charco Azul ( piscine Naturali e grotte sommerse)

4) La Laja ( piscine naturali e zona attrezzata con Barbeque)

5) Pozo de la salud (Scorcio pittoresco )

6) Las Arenas Blancas ( spiaggia di sabbia bianca )

7) Il Santuario de la Virgen de los Reyes( lo so nonèuna bellezza naturale ma ti assicuro che il percorso che porta ad esso lo e'; edèanche notevole)

8) L'albero del Sabinal ( albero simbolo del Hierro piegato dai forti venti)

9) La scogliera di punta Orchilla e il faro

10) Il tubo vulcanico

1) la maceta el hierroPartiamo con la Maceta,èun congiunto di piscine naturali, una zona molto curata in cui è possibile arrivare comodamente in macchina parcheggiare e scendere delle scalinate / un sentiero pietroso per circa 200 metri e godere di un buon bagno nelle acque dell'oceano turbinose e impetuose protetti però da queste barriere che fanno in modo che tu possa nuotare tranquillamente tra le rocce e gli scogli senza correre il pericolo di venire risucchiati dalla forza dell'oceano.

Impressionante da vedere. La zona attrezzata poi ti permette se lo desideri di fare un pranzo al sacco all'ombra di alcune capannine costruite in legno e paglia direttamente sul mare. La zonaèmolto curata e pulita e se ci vai in mattinata e nei giorni feriali ti potrai trovare praticamente da solo in mezzo a tutto questo splendore. Interessante come sono stati curati gli accessi alla spiaggia con protezioni, ringhiere e sentieri battuti.

2) Charco los Sargos ( piscine naturali )

charcos los sargos el hierroIl Charco Los Sargos, e'una formazione di insenature e scogli tra i quali potrai nuotare in tuta tranquillità in acque cristalline e tranquille, il paesaggio nell'intorno e mozzafiato, scogliere altissime a picco sul mare grotte semisommerse e piattaforme in legno sulle quali sdraiarsi comodamente a prendere il sole.

Ci fermiamo un attimo seduti sugli scogli e Amalia comincia ad sbucciare qualche mandorla fresca colta la sera precedente. Il rumore delle onde che si infrangono sulla spiaggiaèintervallato da colpi secchi di pietra che a Amalia scaglia sulle "povere mandorle": prima toglie la buccia verde esterna pelosetta e liscia, allo stesso tempo poi, rompe con una pietra il guscio durissimo e infine ci offre delle squisite mandorle fresche bianchissime, molto saporite.

La curiosità del Charco de los Sargosèche c'è un barrettino ristorante ( quello che tutti gli italiani sognano in riva al mare LEGGI QUESTO ARTICOLO) giusto sopra la scogliera all'arrivo nel piazzale del parcheggio. Di mattinaèchiuso apre alle 19:00 fino alle 04:00 di notte e si può mangiare tipico canario. Abbiamo conosciuto Jose, il proprietario del Kiosco perché lo abbiamo visto arrivare col suo furgone carico di frutta e verdura, al momento di scaricare ci ha voluto regalare 4 ananas tipiche delle coltivazioni dell'isola del Hierro.

Dato che non sapevamo come sbucciarle, ne ha estratte altre 2 e ci ha insegnato come sbucciarle alla maniera Herreña e ci ha fatto mangiare quella che definisco l'ananas più buona in assoluto che io abbia mai assaggiato, succosissima dolcissima e molto fruttata e soprattutto gustata su una scogliera a strapiombo sul mare insieme alla mia famiglia! Che bello!

Ci spiega Jose che a lui piace regalare la frutta alle persone e gli piace ascoltare le loro storie da dove vengono cosa fanno. Una persona molto gentile umile e disponibile, sembra uscito da "altri tempi". Salutiamo Jose e ci sentiamo molto arricchiti ( non per le ananas del Hierro ricevute :-) ma per avere conosciuto una persona tanto speciale. Risaliamo in auto e dopo pochi minuti tornando sulla HI551 arriviamo al:

3) Charco Azul,

charco azul el hierroanche in questo caso si tratta di piscine Naturali e grotte semi sommerse tra acque verdi turchesi blu con sfumature bianche di spuma tra gli scogli...insomma da rimanere a bocca aperta. Attenzione per scendere e soprattutto poi per salire dovrai fare una decina di minuti in pendenza considerevole, il sentieroècome sempre e come tutti i sentieri della rete de senderos dell'isola del Hierro ben segnalato e protetto con parapetto, devi comunque considerare che nel caso di persone difficoltà motorie il percorso sarebbe un po' impegnativo, il suolo in materiale lavico rende un po' difficoltosa la discesa ma arrivati alla spiaggia ne sarà valsa la pena..

Potrai tuffarti attraversare una grotta semisommersa e riemergere dall'altro lato in una spiaggetta isolata non visibile dal punto in cui sei partito. Molto bello e caratteristico, inoltre la temperatura dell'acqua in queste vasche naturali createsi fra le rocce ( dette appunto piscine naturali)èdi temperatura ancor più gradevole rispetto all'acqua dell'oceano esterna alle piscine naturali. Risaliamo con un po' di affanno al parcheggio dove ci trovi anche bagni e un punto informazioni, risaliamo in auto e raggiungiamo

4) La Laja ( piscine naturali e zona attrezzata con Barbeque). Fai attenzione perché

La Laja el hierrononèsegnalata benissimo, ci troverai un cartello in legno sulla destra che indica la direzione subito dopo una grande discesa molto pendente sulla HI551. Questa zona è un po' particolare perché oltre alle piscine naturali sono presenti anche in un punto ristoro dei tavoloni con degli sgabelli fatti di tronchi di albero riparati in una grotta naturale in cui puoi stare fresco e prendere un po' d'ombra durante le ore più calde.

La zona è attrezzata anche con dei barbeque e una fontana con dell'acqua e pochi passi più in basso un'altra piscina naturale semi sovrastata da un altra grotta dentro la quale potrai nuotare tra acque veramente trasparenti e cristalline.

Lo scenario nell'intorno è pur sempre incantevole con rocce a strapiombo sul mare e onde impetuose che vi si infrangono creando il classico sciabordio che a furia di ascoltarlo ci è diventato veramente familiare e conciliante per schiacciare un pisolino all'ombra della grotta. Qui abbiamo fatto uno splendido bagno e poi ci siamo mossi nuovamente in auto per raggiungere

5) Pozo de la salud , uno scorcio pittoresco dove abbiamo anche pranzato con del

pozzo de la salud el hierropesce cucinato alla maniera tipica Canaria e del Hierro. Il pozzo della salud era un pozzo di acqua salmastra che ha principi curativi e lo utilizzavano in passato gli abitanti di questo borgo per curarsi da tutto :-).

Non si tratta di una leggenda, addirittura una guida giovane dell'isola del Hierro, ci racconta che in passato sua madre a seguito di una infezione intestinale le abbia fatto bere un bicchiere di quell'acque e in un paio di giorni tutto era scomparso, compresi i vermiciattoli che aveva nello stomaco.

Ora il pozzoèstato chiuso perché i turisti, scoprendolo poco a poco, avevano cominciato ad inquinare l'acqua tirando monetine nel pozzo stesso e quindi l'acquaèdiventata rischiosa per la salute...No coment! Al termine della visita di questo borgo dove abbiamo trovato casettine quasi in bilico sul mare molto pittoresche fatte in pietra vulcanica, molto carine da vedere.

Ripartiamo in auto e proseguiamo sulla HI551 che diventa sempre più isolata e attraversa paesaggi lunari ricchi di pietre che si ergono in maniera irregolari con una vegetazione tipica dell'isola del Hierro, a tratti si dirige verso il mare a tratti verso la montagna,èun piacere guidare lungo questa strada. Ci fermiamo in una spiaggia un po' atipica:

6) Las Arenas Blancas ( spiaggia di sabbia bianca )

Il contrasto tra la sabbia bianca, la vegetazione un po' verde e un po' color sabbia perché las arenas blancas el hierroseccata, si stagliano in un contrasto incredibili con i colori all'orizzonte, l'azzurro del cielo e il blu del mare solcato da onde impetuose. Attenzioni qui a fare il bagno non ci sono protezioni naturali come nelle piscine di cui sopra.

Questa spiaggia è frequetata da qualche naturista e data la sua situazione abbastanza isolata si presta a tale scopo.

E' chiamata spiaggia di sabbie bianche ( anche se siamo su un isola vulcanica dalle spiagge tipicamente nere) perché questa spiaggiaècostituita da minuscoli frammenti di conchiglie ( bianche) portate dal mare...a proposito della forza dell'oceano in questo angolo di isola. Attenzione a fare il bagno qui. Risalimo in auto per dirigerci al

7) Il santuario virgen d elos reyesSantuario de la virgen de los reyes , un santuario della matrona dell'isola el Hierro che si trova ad uno dei massimo estremi est verso la fine del antico mondo conosciuto. Proseguendo poi su una pista di terra cominceraia vedere le indicazioni per el Sabinal.

8) L'albero del Sabinalèalbero simbolo del Hierro piegato dai forti venti, ce ne sono vari piegati e di conformazione simile ma quelloèil più conosciuto e famoso ed 'e veramente particolare, non ho mai visto un fenomeno simile, i rami arrivano a toccare il suolo e il tronco è fortemente inclinato verso sud a causa dei forti venti che battono in quota.

albero el sabinal el HierroOltre all'albero sabinal molto caratteristico, prenditi il tempo per dare uno sguardo alla campagna circostante, muretti in pietra vulcanica tra i quali vi trovi diverse coltivazioni di frutta e mucche e Cavalli che girano allo stato brado. Attenzione se sei con auto a noleggio, uscire dalle strade asfaltate, in caso di guasto l'assicurazione non risponde, così come il carro attrezzi che servirà per recuperare il mezzo in caso di avaria.

Già che parliamo di auto ti voglio ricordare di rifornirti di carburante perché i benzinai sono veramente molto scarsi sull'isola. Tieni conto che noi abbiamo percorso circa 300 km sull'isola el Hierro, quindi compatibilmente con la politica di carburante della tua compagnia di noleggio, cerca di rifornirti bene all'inizio del viaggio ( 40 euro di benzina saranno più che sufficienti).

Nel tornare indietro incontriamo delle mucche sul nostro cammino, una delle quali stava allattando un vitellino e hanno deciso di non spostarsi dalla strada fino a quando non ha finito di poppare...e non immagini quanto poppi un vitellino :-).

Scendendo dalla montagna arriviamo all'incrocio dove un cartello indica la direzione per il faro del Orchilla. Da li in una decina di minuti sei arrivato.

9) La scogliera di punta Orchilla e il faro el Hierro.

faro punta orchilla el hierroNoi abbiamo preferito prima entrare nel tubo vulcanico che si trova in zona dato che abbiamo lasciato il faro come ultima tappa per poter gustare all'imbrunire un magnifico tramonto sull'oceano atlantico a una latitudine dove oltre non vi è più niente se non il continente americano molto più in la in direzione ovest.

Il faro fu costruito negli anni 20 con pietra proveniente da Arucas ( Gran Canaria) e¡ situato cartograficamente parlando esattamente sul meridiano zero. Fu acceso per la prima volta nel 1933 edèil faro più a ovest  di tutta europa.

Attenzione dato che la strada del ritorno sulla HI 552èmolto tortuosa , stretta e con tornanti , senza protezioni, consiglio di affrettarsi al ritorno appena comincia a imbrunire per evitare di dover fare quella strada con il buio.

10) Il tubo vulcanico,èstata una situazione avventurosa molto affascinante (che ti consiglio di fare se vai a El Hierro) e improvvisata dato che non la avevamo programmata.

tubo vulcanico el hierro

Un tubo vulcanico , come accennavo prima,èla rimanenza di un letto di lava che raffreddandosi in superficie ha continuato a scorrere al di sotto della crosta fredda fino a svuotare il fiume stesso,  lasciando posto quindi a un tubo vuoto al suo interno il cui tetto era la crosta di lava solidificatasi in precedenza in superficie.

Ai nostri occhi appare come uno stretto budello lungo e buio entrare al suo internoèstato molto affascinante e ha dato un tocco di avventura alla nostra vacanza..

E' stato stupendo vedere l'agitazione dei ragazzi che si apprestavano ad infilarsi dentro questo tubo di roccia oscuro che scendeva sempre più verso il basso senza sapere esattamente cosa ci aspettasse, eravamo non organizzati perché come ti ho accennata prima abbiamo scoperto questo tubo vulcanico grazie a una confidenza che ci ha rilasciato una guida locale, quindi non avevamo ne caschetti ne luci, avevamo solo 2 cellulari dotati di applicazione Torcia quindi immagina la difficoltà : viaggiavamo a coppie, dove una persona vedeva a terra l'altra doveva "immaginare" dove appoggiare i piedi su rocce vulcaniche abbastanza affilate, con il rischio di guardare solo a terra e prendere una testata tra i vari spuntoni di roccia che scendevano dal soffitto; ogni tanto giungevamo a una Burbuja, in Italiano lo tradurremmo come una "bolla" , ovvero un ambiente più ampio, una sorta di cavernetta, che si 'e creata grazie alla pressione della lava che non riusciva più a scorrere verso il basso e quindi si e` espansa formando una bolla in altezza dando origine alla volta della grotta.

A quel punto solitamente ci fermavamo per vedere che tutti fossimo a posto e riprendevamo subito dopo dando un occhiata per vedere se ci fossero altri cunicoli e stando attenti a non infilarci in quello sbagliato.

Abbiamo fatto anche un video del tratto che abbiamo percorso, si vede veramente poco nel video, a sprazi si vede qualcosa , ma forse se chiusi gli occhi e ascolti il calpestio dei nostri passi sulle rocce e l'affanno nel risalire la pendenza del tubo vulcanico potrebbe essere che ti senta con noi in quel cunicolo buio ma molto affascinante.

La cosa che ci ha sorpreso moltoèstata dove ci ha portato questo tubo vulcanico: siamo arrivati nel mezzo di una parete rocciosa a strapiombo sul mare tipo Harrison Ford  nel film il fuggitivo quando esce da quel tunnel che lo porta alla libertà...ecco lui li salta nel vuoto per tuffarsi nelle acque sottostanti, noi invece abbiamo deciso di non tuffarci e tornare indietro per il tunnel dato che non avevamo portato il costume ;-).

Alla fine risaliamo all'aria aperta e commentiamo eccitati l'avventura, abbastanza rapidamente perché comincia a calare il sole e vogliamo andare a vedere il tramonto dal faro del Orchilla.

Se vuoi anche tu provare a cercare l'entrata del tubo vulcanico, arriva fino alla porta del Faro e lasciatela alle spalle, volgi lo sguardo a sud ovest e vedrai una croce di legno: rispetto a questa posizione cammina per un cento metri a ore 10:00 ci troverai un buco nel terreno con dei massi appoggiati a mò di scaletta. Quelloèl'ingresso.

Tieni conto che poi il ritorno la strada è abbastanza tortuosa ( siamo in montagna sull'oceano :-) e dobbiamo perimetrare tutta l'isola per tornare al nostro hotel, farla col buio nonoèuna buona idea se non sei più che tranquillo /tranquilla a guidare in montagna di notte in strade tortuose e senza parapetto. Domani partiamo per rientrare da El Hierro a Gran Canaria e poi ci aspetta Fuerteventura.

A scrivere questo post ho impiegato diverso tempo… In Cambio ti chiedo solo una cosa:

Fammi  sapere cosa ne pensi nei commenti qui sotto oppure

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Grazie!!!!  Marco Misto Staff di trasferirsi alle canarie.

– El Hierro –

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